Luce

Quando esci dalla stanza spegni la luce!?

In tono di rimprovero, mi veniva ripetuto almeno 10 volte al giorno. E io, che all’epoca avevo anche un pò paura del buio, risultavo essere recidiva.

I nostri parchi genitori, nati in tempo di guerra, avevano un grande rispetto per il denaro e, senza troppa consapevolezza, un approccio sostenibile verso gli sprechi.

La luce nella mia casa nativa era, ed è, prettamente funzionale!

In cucina  mia madre-mezza partenopea-capricorno, ha due fonti luminose, una sopra i fornelli, da accendere solo quando si cucina, e una sopra al tavolo, semisferica, imponente, “a giorno”; e poi, fatta eccezione per la luce dello specchio del bagno, troverete un lampadario centrale in ogni stanza e le abat-jour sui comodini. Ogni luce andava, e va, accesa solo se qualcuno è presente nella stanza….mia madre ha anticipato i sensori di presenza!

Appena uscita dal nido familiare, mi sono sbizzarrita in composizioni luminose di varia forma, colore, tipologia (neon, wood, incandescenza,…),….ogni stanza, delle mie innumerevoli case in affitto, è stata privata del lampadario centrale a favore di tanti piccoli e scenografici punti luce. Accesi sempre, o quasi…nel rispetto della loro natura installativa!

Ancora oggi casa nostra (mio marito-sardo-scorpione è un vero virtuoso del progetto luci) è ricca di sorprese luminose, a seconda della situazione attuiamo una configurazione (dalla nostra generazione è derivata la domotica, ;))…

…ma un pò per rispetto dell’energia, un pò forse per ruolo, mi ritrovo a dire, senza pensare ma ripetendo a memoria….”spegni la luce prima di salire“, a ogni figlia che, per età e ruolo, si sposta per casa evitando il buio!

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