Siamo noi?

Equilibrio

Con i miei studenti quest’anno partecipiamo a una specie di concorso…

si è creata la possibilità di riprogettare una corte interna,

se tra le proposte dei ragazzi ci sarà un progetto interessante è molto probabile che venga realizzato

…ho lavorato per creare questa opportunità,

l’ho presentata con molto entusiasmo, considerandola un occasione golosa!

Sopralluogo fatto

bene

prima discussione in aula

bene

prima revisione di progetto, o meglio di idee

mmmmmmmmmmmm

la mia non è una riflessione formale, ma di approccio

mmmmmmmmmmmm

almeno un paio di gruppi, stimolati a osare di più, a cercare la giusta via passando da visioni oniriche, ironiche, anche forzate…..da poi salutare, ma che andando possono lasciare tracce praticabili e contribuire a fornire “spessore” alla proposta……mi hanno risposto con:

“Per esperienza prof. i progetti che poi vincono sono quelli banali, facili da fare ma soprattutto che costano poco!!!”

Esperienza?!?

Avete poco più di vent’anni!!!!

Mannaggia però…..mmmmmmmmmmmmmmmmm

E’ evidente che c’è del vero in quanto detto, per natura girerei la questione in….“un progetto semplice, facile da capire e realizzare può essere vincente”

Consapevoli che per raggiungere la semplicità ci vuole un grande know how, una grande capacità, che necessariamente deve passare dalla complessità….

e poi dove stà scritto che osare sia sinonimo di complicazione? e ancora….in quale giorno, in quale anno, in quale decennio è accaduto che un ventenne, con pochissima esperienza, e quindi anche poche delusioni, ha già un approccio tanto  pratico e pessimista?

Senza cadere in facili conclusioni, vorrei ricordare che gli undicenni disegnano buste con su scritto IMU, ventunenni vogliono già volare basso per riuscire a fare qualcosa…..noi quarantenni, o quasi, che ancora riusciamo a sognare dove ci dobbiamo collocare? Siamo noi il cattivo esempio al quale loro sfuggono? 😉

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