Parità?

bilancia

Quando si inizia un gioco l’obiettivo è vincere….ci sono i più e i meno competitivi, questo si, ma tutti nella vittoria trovano gratificazione e soddisfazione, a volte però mista a dolore per l’avversario e a paura….c’è sempre un prezzo da pagare!

I giochi dell’infanzia sono una palestra per la crescita, una simulazione di emozioni e situazioni per prepararci ad affrontarle….

…ricordo bene che spesso il pareggio mi dava più soddisfazione della vittoria….nel pari ci vedevo il giusto, schivavo il senso di colpa per l’avversario perdente e non avevo il peso della vittoria da sostenere….

Crescendo ho capito che non può finire sempre pari…che dobbiamo armarci di cuscini per affrontare le sconfitte e saper sinceramente gioire delle vittorie, spesso frutto di lavoro, dedizione e passione…

Un mio mentore diceva: “per una buona architettura è fondamentale il lavoro di gruppo, ma alla fine deciso io!“, con lui ho capito l’importanza della figura del leader…e non solo in architettura, ma nel progetto in genere, nella vita!

Prima cosa-deve essere riconosciuto all’unanimità, seconda-deve saper stimolare e coordinare il gruppo (scelto spesso da lui), tirando fuori il meglio da ognuno, terzo-far sentire tutti dentro, nel bene e nel male, ma assumendosi la supervisione e la responsabilità finale….la democrazia a tutto tondo non esiste, non si può sperare nell’unanimità e quindi alla fine qualcuno deve prendersi l’onere e l’onore di decidere…il leader!!!

Oggi mi ritrovo a pensare che la parità è solo per l’infanzia….nel mondo adulto bisogna avere, o essere, un leader (a seconda degli ambiti) e puntare alla vittoria come assunzione di consapevolezza e responsabilità individuale sul sociale!!!

Amarezza….nonostante lo splendido sole!

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