“Spazi fluidi”

A Praga, il fiume Vitara, sporco ed inquinato, è lo sfondo di una città congestionata e affollata. Potrebbe, però, diventare una strategica ed invidiabile localizzazione per un progetto contemporaneo. Andrea Kubna e Ondrej Lipensky, progettano, al centro del fiume, delle strutture galleggianti con vista privilegiata ed indisturbata sulla città. Pretesto e contesto di un intervento dal duplice scopo: depurare le acque, iniziando un processo di riconversione ecologica del bacino, e realizzare un oasi ricreativa per turisti e abitanti.

La piattaforma è concepita come rifugio galleggiante accessibile solo da barche, vicino ai piccoli porti di Strelecky e Slavansky, ma non ancorata alle sponde.

D’estate è una piscina con relativi servizi che ospita 300 persone: le acque del fiume sono filtrate e depurate da un sistema di membrane tessili alla base della struttura, che trattiene odori, batteri ed elementi contaminanti. Attorno alla piscina circolare sono disposti i moduli contenenti sauna, cabine docce, spogliatoi e accessi privati per barche. D’inverno è una pista di pattinaggio: i tecnici hanno previsto di ricoprire la piscina con legno prefabbricato, ricoperto da uno strato di ghiaccio. Pattinaggio sul fiume proprio come avveniva fino al 1956, quando il fiume diventava una naturale lastra di cristallo; magari ascoltando le note della Vltana.

 
Questa politica di trasformazione dei territori non fruibili in acque non balneabili, è stata adottata da tempo e con successo in altre capitali quali: Berlino, con lo Spreebrücke e Winter Badeschiff dello studio AMP Arquitectos;  Parigi con le piscine Josephine Baker; Brooklyn nell’East River con il progetto +Pool che guarda lo spettacolare skyline di Manhattan.

 

 

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