Lullaby Factory______”arrampicante sonoro”

Wikipedia. “Per paesaggio sonoro, traduzione dall’inglese soundscape, si intende, nelle parole del compositore canadese Raymond Murray Schafer che coniò per primo l’espressione, ‘un qualsiasi campo di studio acustico […], una composizione musicale, un programma radio o un ambiente’. Così inteso, si riferisce innanzitutto all’ambiente acustico naturale, consistente nei suoni delle forze della natura e degli animali, inclusi gli uomini. È il campo di studio del design acustico.”

Schafer ha puntato l’attenzione su un fattore spesso sottovalutato…considerando il suono come un parametro di progettazione!

Ed ecco che a seguire troviamo un esempio eccelso di Sound Architecture….

Progetto firmato Studio Weave, realizzato a Londra per il Great Ormond Street Hospital for children.

“L’architettura in cui sono intervenuti è caratterizzata da una preesistenza novecentesca in mattoni rossi in attesa di demolizione cui è stato affiancato, a breve distanza, un edificio di recente costruzione. La proposta progettuale di Studio Weave (Je Ahn, Maria Smith) riesce a esaltare le difficoltà del contesto di partenza trasformandole negli elementi compositivi di uno spazio intimo a vantaggio dei piccoli pazienti e di coloro che frequentano la struttura.
Una fitta rete di trombe/diffusori sonori, avviluppata alle facciate della vecchia costruzione e visibile attraverso le grandi finestre dell’ospedale, disegna una misteriosa e buffa Lullaby Factory (fabbrica di ninne nanna) che  trasforma un anonimo supporto architettonico in dispositivo dialogante. Un ritmo alternato di forme e scansioni cromatiche dettate dalla varietà dei metalli (ottone, rame, acciaio) utilizzati per la realizzazione degli elementi sonori, supporta e diffonde le ninne nanna composte dalla sound artist Jessica Curry. I piccoli pazienti le ascolteranno attraverso una serie di tubi collocati negli spazi della mensa o sintonizzandosi dai reparti attraverso una stazione radio.

Il paesaggio sonoro, che si estende come un’immaginifica pianta rampicante fino al decimo piano, è frutto di un sapiente riciclo di elementi metallici dismessi e riassemblati da un gruppo di artigiani coinvolti nella realizzazione dei diffusori acustici. I rubinetti e i manometri delle vecchie caldaie dell’ospedale tornano a nuova vita inseriti nel disegno complessivo del progetto di Studio Weave.

Nata dall’osservazione, dall’ascolto degli spazi e dei piccoli abitanti che lo popolano, la sensibile trasformazione realizzata dal duo londinese si avvicina e accorda con le difficoltà ambientali e personali, con lo stupore dell’infanzia, creando un inestricabile intreccio tra la fantasiosa matericità dei diffusori/trombe e l’immaterialità delle composizioni sonore.”

di Marco Petroni
foto: courtesy Studio Weave

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