[XS]

Durante il corso di Architettura degli Interni ci siamo concentrati sugli spazi minimi: [XS] extra small è diventato il nostro motto!

Siamo partiti dal tempietto di San Pietro in Montorio di Bramante, passando per Maison Citrohan e la rivoluzione concettuale che ha introdotto, abbiamo toccato Fuller e la sua Dymaxion Deployment Unit per raggiungere l’Unitè d’habitation prima di arrivare alle avanguardie con gli Archigram e le loro nuove visioni (Plug in city, the walking city, Istant city); proseguendo per Habitat 67 e la Capsule Tower abbiamo raggiunto le Unità Minime di Emergenza degli anni ’70 italiane, prima di affrontare molti casi studio contemporanei e concludere con la casa tascabile Basic House del designer catalano Martìn Azùa.

Questo grande viaggio è stato arricchito da uscite verso la Triennale e la mostra ‘Stanze’, il cortile della Statale con le “Casette del viandante” di Marco Ferreri -un’idea di albergo diffuso a basso impatto ambientale – e infine la conferenza di Andrea Carletti ideatore di Street Food Mobile – spazi minimi in movimento per la distribuzione di cibo.

Raggiunta la fase di progetto, scegliendo il nostro Campus come ‘contenitore’, tanta era la voglia di pensare a spazi minimi, innesti, estensioni, addizioni, per amplificare alcune funzioni o introdurne di nuove.

Un lavoro di ricerca ha consentito di individuare degli ambiti di interesse, si è scelto dunque un target, un uso, uno specifico luogo a volte mutevole ed ecco che il primo di luglio i ragazzi hanno presentato i loro micro progetti dal concept a uno studio di fattibilità!

E’ stato un piacere ragazzi e non dimenticate che: “dove c’è una scala, c’è un buco

😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *