La passione della memoria

Martedì scorso, 11 ottobre, con gli studenti di Urban Design abbiamo fatto una ‘camminata urbana’ nel quartiere del Vigentino.

Non vivo a Milano ma negli anni ho imparato a conoscerne tante sue parti; per me l’interruttore sul Municipio 5 lo ha acceso Fondazione Prada, e quando ho iniziato a pensare a un’area da analizzare, con il corso di Urban, la curiosità mi ha subito portato li.

Un’area che ti accoglie con una Torre d’oro…dove ti può portare?

Ho fatto un primo giro estivo e ricerca on-line, sino ad imbattermi in una associazione di volontari, gli ho scritto e loro subito risposto. Claudio, nel dirci che di mattino lavora, organizza un incontro con Ersilio, ‘collega’ già in pensione e dagli orari più flessibili.

Arriviamo al CAM – Centro Aggregativo Multifunzionale – ci presentiamo e ringraziamo a vicenda: loro sono entusiasti di vedere così tanti giovani interessati e noi grati della loro attenzione.

Oltre a Ersilio, il nostro cicerone, incontriamo Addavide il fotografo, che per passione sono 60 anni che immortala il suo quartiere, Aristide il testimone che sposando una discendente dei proprietari del borgo Castellano è depositario di notizie e molti reperti antichi e Amedeo, il politico, appena eletto al municipio per la nuova giunta.

Dal CAM ci portano al nucleo del ‘400 – il ponte, i resti del convento, la cappella votiva, sino alla bretella che confina con il ‘nulla’ tutto a sud – per poi compiere, in pochi passi, un viaggio spazio temporale velocissimo e arrivare nel mezzo di un quartiere popolare degli anni ’50, che accoglie 440 famiglie – stecche di palazzi tutti uguali separati da spazi vuoti in parte recintati e in parte abbandonati -, ci fermiamo in una sorta di piazza caratterizzata dalla centrale energetica che rifornisce tutto l’insediamento, da un grande albero secolare e da un nuovo alberello con lapide in memoria di un atto di violenza gratuito: energia, natura e brutalità in un unico scorcio!

Dagli anni ’50, attraversando un pezzo di ‘800, raggiungiamo la Chiesa di S.Maria dell’Assunta, dove Ersilio faceva il chierichetto, luogo centrale del quartiere, della sua vita sociale, aggregativa oltre che di culto.

Nel camminare abbiamo parlato di una pianta di glicine che ha il numero civico da quanto è grande (Via Verro 2), di corsi d’acqua intombati che spesso si fanno sentire, di scuole chiuse per l’amianto, di insediamenti residenziali senza accesso, di scuole ristrutturate ma quasi vuote poiché frequentate da diverse comunità, di macchine costose davanti alle case popolari, di campi sportivi abbandonati e di ragazzi che vogliono tirare il pallone, e….

Ersilio e Addavide ci hanno salutato alle 13:30, dopo aver schermato le telefonate delle loro moglie che da tempo li attendeva a tavola, con l’invito di pensare a progetti che possano migliorare la vita di tutti i giorni.

La Torre d’oro ci ha portato alla passione della memoria!

Ora ragazzi abbiamo la palla, è nostro il prossimo tiro!

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