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Paola Modolo, Mirtiana Psarras e Chiara Schenatti e il potere delle percezioni, naturali… 😉

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Giuseppe è un settantenne in pensione. In gioventù aveva sempre vissuto in campagna, fuori Milano. Per una vita aveva lavorato nei campi, che aveva ereditato dal padre. Lì una volta cresciuto, si era sposato con Maria.

Ah, ancora si ricorda le sensazioni del viaggio di nozze con la donna che aveva tanto amato, mentre passeggiavano sul Lungomare di Capri. Avevano avuto due bellissimi figli, un maschio e una femmina che, ormai grandi, avevano deciso di trasferirsi in città per lavoro. Erano passati ormai otto anni da quando Maria l’aveva lasciato, e lui aveva continuato a prendersi cura della loro casa e del loro orto. Ogni mattina la giornata iniziava lavorando la terra, e finiva con una passeggiata per i boschi. Dopo tutto questo tempo solo però, i figli lo convinsero a trasferirsi con loro in città.Adesso Giuseppe abita in un appartamento al secondo piano di uno stabile di fronte alla stazione di Porta Genova, scende tutti i giorni per fare delle commissioni e per scambiare due parole con la gente che incontra. Si sente uno straniero, tutto questo fischiare dei freni di tram, treni, lo rende sordo. I rumori delle gomme sull’asfalto, persone che corrono, attraversano di fretta. C’è una cosa però, che fa sentire Giuseppe ancora a casa, dove riesce ancora per pochi minuti a sentirsi libero, lontano dal caos. È la passerella che attraversa i vecchi binari. La percorre giornalmente per andare a comprare il pane, non a caso scartando qualsiasi panificio che non comporti il suo attraversamento. Lì è stato realizzato un progetto, che durerà finché non realizzeranno il nuovo scalo della stazione, così almeno gli hanno detto i figli. Attraversandola riesce a sentire il fruscio delle foglie, l’acqua del ruscello che si trovava dietro casa sua, il pietrisco che si trovava sul viale, la brezza di quel viaggio con Maria. È come se potesse compiere un viaggio attraverso diverse stagioni, diversi climi, diversi paesaggi del mondo. Ogni tanto Giuseppe si ferma proprio dentro quel passaggio e osserva le altre persone attraversarlo con più fretta, che però fanno un respiro profondo, come per ricaricarsi prima di immergersi nuovamente nel traffico caotico e frenetico della città.

😉

 

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