I battiti nell’immediato

Capitolo 1 di Mostafa Nagham, Sayadifar Parisa, Caravelli Miriam,  Astulle Lesly

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Direzione Porta Genova, ore 9:00 del mattino e una gran poca voglia di affrontare un nuovo e intenso giorno. Mi sto dirigendo spossatamente verso la meta. Quest’oggi è una giornata molto insolita, oltre al freddo che mi entra nelle ossa e alla quantità di gente che occupa l’intero spazio della strada che sto attraversando, sembra quasi che tutto ciò che mi circonda mi voglia comunicare un qualcosa, un qualcosa che devo assolutamente captare, come se tutto avesse il bisogno profondo di essere ascoltato e capito.

Istintivamente, e consapevole di essere in un estremo ritardo, prendo la strada più lunga, volendo prendermi del tempo per percorrere con tutti miei sensi il tragitto che mi porterà a lavoro. Ogni cosa in questo momento è estremamente diversa, così diversa che quasi non mi accorgo di trovarmi in prossimità della Stazione. Guardando il Naviglio Grande mi scordo degli incasinatissimi impegni che dovrò affrontare e improvvisamente noto un qualcosa che fino ad adesso non avevo notato: la pavimentazione urbana si è trasformata e man mano che mi avvicino alla caotica zona milanese tutto diventa una piacevole e inaspettata sorpresa. E’ tutto così gradevolmente confortante. Posso percepire i battiti del cuore pulsante della città ed è come se vagassi per le sue arterie che vogliono risucchiarmi all’interno della vita stessa di Milano. Sono arrivata a Porta Genova e i battiti aumentano all’impazzata e con un ritmo sempre più forte e chiaro: perché si, adesso mi rendo conto di far parte di un luogo pieno di stupore. Ho pensato – “Finalmente l’hanno fatta rinascere”- mentre il cielo e il terreno comunicano di essere una cosa sola.

Scelgo di farmi indirizzare dai battiti e nell’immediato mi accorgo della crescita spontanea di nuove forme che sorgono dal suolo sottostante e cerco di seguire le tracce di color bronzo che desiderano guidarmi, chiedendomi incuriosita dove tutto ciò mi porterà. Ancora una volta comprendo di essermi chiusa nei miei pensieri, mentre le mie gambe e il mio corpo non smettono di dirigersi e di seguire la pavimentazione.

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